Bambini plusdotati, 5 domande per capire…

Cosa significa essere bambini plusdotati? Quali sono le caratteristiche tipiche e le difficoltà cui vanno incontro? Come possiamo aiutarli? Ecco 5 domande per fare chiarezza…

Il fenomeno dei bambini plusdotati è sempre più diffuso anche se ancora manca, nei genitori come negli insegnanti, una consapevolezza delle caratteristiche e delle fragilità di questi bambini.

In questo post cercheremo di chiarire qualche dubbio e di capire il significato e le problematiche che la plus-dotazione può portare.

Ecco allora 5 domande per comprendere meglio…

1- Cosa si intende per bambini plusdotati?

I bambini plusdotati sono bambini assolutamente normali, caratterizzati però da un livello cognitivo superiore alla media.

Secondo le statistiche il 5% dei piccoli italiani vivono questa condizione, spesso senza che né i bambini né i genitori ne siano consapevoli.

2- Come mai questa mancanza di consapevolezza?

Il motivo della poca chiarezza rispetto ai bambini plusdotati riguarda il semplice ma al contempo complesso motivo che questi bimbi, da un punto di vista diagnostico, non mostrano alcuna difficoltà.

Non rientrano cioè nei parametri dei Bisogni Educativi Speciali e dei sostegni…

Questa affermazione ci porta però a dover chiarire meglio i concetti di “normalità” e di “difficoltà”….

Da un punto di vista clinico con l’orribile termine “normale” si intende un quadro privo di sintomi specifici e di deviazioni in negativo rispetto alla media della popolazione.

In genere questo dato si accompagna all’assenza di difficoltà tipiche, se non quelle che ognuno di noi si trova comunemente ad affrontare.

Nel caso specifico, con i bambini plusdotati ci troviamo in assenza di problematiche cognitive. Questo però non significa che un quadro di maggiori capacità non comporti difficoltà…

3- Quali sono le caratteristiche tipiche dei bambini plusdotati?

Come da definizione, i bambini plusdotati sono caratterizzati da un livello cognitivo superiore alla media.

Spesso i genitori si presentano dallo psicologo raccontando di un bambino particolarmente sveglio, con una marcia in più.

Bisogna però fare una distinzione tra bambini semplicemente brillanti e bambini plusdotati

I primi sono interessati, attenti, hanno buone idee ed apprendono con facilità. Mostrano costanza nei loro progetti ed imparano, fin da piccoli, che il lavoro paga.

I secondi invece si dimostrano estremamente curiosi, tendono a preferire le novità e spesso faticano a portare a termine i compiti

Hanno idee strane, a volte bizzarre, e sono dotati di ottime capacità mnemoniche che permettono loro di custodire ogni dettaglio con cura e senza sforzo.

Spesso queste loro capacità li portano a sottovalutare l’importanza dell’impegno per ottenere risultati.

4- Quali sono le difficoltà cui possono andare incontro?

Come abbiamo visto i bambini plusdotati sono individui dotati di possibilità di sviluppo superiori alla media. 

Queste capacità possono sfociare in ambiti molto diversi tra loro: scolastico, artistico, motorio e socio-emotivo. 

In pochi però le riconoscono, soprattutto a causa delle caratteristiche comportamentali che questi bambini possono mostrare quali, ad esempio, la difficoltà ad autoregolarsi.

Questi bambini appaiono spesso distratti ed annoiati, risultano difficili da coinvolgere per un tempo prolungato e possono arrivare a mostrare difficoltà a livello comportamentale e di condotta.

Se non adeguatamente supportati i bimbi plusdotati possono diventare ipersensibili, sviluppare difficoltà relazionali o vivere uno sviluppo emotivo che non procede di pari passo con quello intellettivo (disarmonia evolutiva). 

5- Come possiamo aiutarli?

Un importante precisazione… quando parliamo di bambini plusdotati non si tratta di trovare un modo per curarli ma semplicemente di aiutarli.

Per farlo, genitori ed insegnanti dovrebbero assecondare le loro caratteristiche, adattando i loro metodi educativi per fare in modo che i bambini possano esprimersi pienamente e senza contraccolpi.

Un buon modo per iniziare potrebbe essere quello di concentrarsi sugli aspetti positivi del comportamento senza stigmatizzarne le problematiche quali la disattenzione e la difficoltà a concentrarsi su un unico progetto alla volta.

Importante risulta poi rinforzare la “cultura del lavoro”, insegnando cioè che le proprie capacità sono un punto di partenza ma che per ottenere risultati bisogna sviluppare anche costanza ed impegno.

In questo articolo, attraverso 5 domande e risposte, abbiamo approfondito la tematica dei bambini plusdotati.

Ricordiamo sempre che avere maggiori capacità cognitive non è necessariamente una fortuna e che sta a noi genitori ed insegnanti rendere questa potenzialità una capacità di cui il bambino potrà realmente fruire.

In bocca al lupo!

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