Come comunicare con un bambino arrabbiato

Come possiamo gestire la rabbia del nostro bambino? In che modo lo aiutiamo ad affrontare la frustrazione e le crisi? Quali strategie comunicative possiamo utilizzare? Ecco 5 utili suggerimenti…

Di fronte ad emozioni quali rabbia, frustrazione ed esasperazione noi genitori ci ritroviamo spesso a mettere in atto condotte e strategie educative improvvisate.

Questo accade perché, anche da adulti, le emozioni negative non smettono di metterci in difficoltà.

La conseguenza di questa difficoltà è che spesso ci ritroviamo a mettere in pratica delle strategie preconfezionate e poco pensate che hanno l’unico scopo di contenere il momento di crisi e di farlo finire il prima possibile.

Questa tendenza è comune pressoché a tutti i genitori e non dobbiamo vergognarcene… Si tratta infatti di una modalità difensiva che combina meccanismi quali l’evitamento e la negazione.

In parole povere tutti noi di fronte ad un picco emotivo particolarmente spiacevole ci ritroviamo a mettere in atto condotte che cercano di ridurre ed allontanare l’impatto di queste forti emozioni (evitamento) e di ricondurre la situazione ad uno stato di quiete, come se nulla fosse successo (negazione).

Ovviamente l’intento di queste azioni parte da una buona intenzione e cioè quella di portare il nostro bambino a sentirsi meglio il prima possibile.

Ma qual è il nostro reale obiettivo? In un momento di crisi legato a frustrazione e rabbia cosa dobbiamo insegnare ai nostri bambini? Qual è il nostro compito educativo?

A mio avviso dovremmo aiutare il nostro bambino a tollerare e riconoscere le proprie emozioni (TUTTE le emozioni!) ed a costruirsi delle strategie per poterle contenere ed esprimere in modo adeguato.

E come possiamo farlo?

Ecco 5 utili suggerimenti:

  • Nessuna emozione è vietata!

Insegniamo ai nostri figli che tutte le emozioni sono legittime e che in noi troveranno sempre uno spazio per poterne parlare.

Per quanto faticoso ed a volte difficile anche la rabbia e la frustrazione devono essere tollerate. Aiutiamoli quindi in primo luogo a riconoscere e dare un nome a queste emozioni… In un secondo tempo potremo poi insegnargli delle modalità più funzionali per esprimerle.

  • Niente ordini!

Cerchiamo di evitare gli ordini perché denotano fretta e poca partecipazione.

Un suggerimento accompagnato da spiegazione, pronunciato con calma, può rivelarsi migliore di un ordine frettoloso.

  • Ascoltare è una priorità!

Dimostriamo ai nostri figli che ascoltare ciò che ci dicono per noi è importante.

In questo modo impareranno a confidarsi ed inizieranno a rendersi conto che si può parlare anche delle cose più difficili.

Favoriremo poi il passaggio da una modalità di espressione delle proprie emozioni che privilegia il canale del comportamento, comune a tutti i bambini, ad una maggiormente incentrata sul dialogo e sul racconto.

  • Stabiliamo un luogo di decantazione!

Quando le crisi sono particolarmente intense parlare e fermarsi ad ascoltare può non essere sufficiente….

In questi casi è importante fornire al nostro bambino uno spazio ed un tempo per sbollire e calmarsi.

Una frase come “adesso ti siedi qui e ti calmi, poi torni da me e mi racconti cosa è successo” dovrebbe funzionare.

  • Costruiamo insieme nuove soluzioni!

Il modo migliore per modificare le reazioni spropositate è quello di aiutare i nostri bambini a costruire nuove e migliori strategie per gestire le proprie emozioni.

Potremmo provare ad esempio dicendogli che la prossima volta che si sente molto arrabbiato può utilizzare una parola speciale (da stabilire insieme) in modo che la mamma ed il papà possano capire subito come si sente…

Ricordiamoci quindi che di fronte ad esplosioni di rabbia e crisi di frustrazione è importante legittimare ed aiutare i nostri bambini a capire ciò che stanno provando, evitando ordini e fornendo un tempo per decantare.

Partendo dall’ascolto di quel che provano sarà poi possibile insegnargli ad esprimere i propri sentimenti in un modo maggiormente funzionale.

In bocca al lupo!

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