Quali differenze tra capriccio, provocazione e presa di posizione?

Che significato hanno i capricci del mio bambino? Cosa si nasconde dietro il continuo rimandare il momento dei compiti? In che modo devo rispondere quando rifiuta di vestirsi? Scopriamolo insieme…

A tutti noi genitori è capitato, più o meno di frequente, di assistere ad una sceneggiata da parte del nostro bambino.

I motivi sono molteplici, dal rifiuto a comprare un gelato poco prima di cena alle scene messe in atto per evitare o rimandare il momento dei compiti…

Ma cosa vogliono dirci i nostri bambini con questi comportamenti? 

La prima risposta, la più ovvia in effetti, è che i nostri figli semplicemente desiderano fare una cosa ed evitarne un’altra meno piacevole.

Una risposta sensata e che trova un suo quadro educativo nella necessità di porre dei limiti e di costruire delle regole che permettano ai nostri bimbi di imparare a posticipare (o a volte rinunciare…) un desiderio ed a tollerare la frustrazione, ovviamente evitando esposizioni eccessive.

Ma siamo davvero sicuri che tutte le scenate abbiano lo stesso significato?
E se così non fosse, come possiamo comprendere cosa i nostri figli stando cercando di comunicarci e quali bisogni stanno cercando di esprimere?

Per rispondere a queste domande cerchiamo quindi di comprendere meglio 3 tipologie di manifestazioni comportamentali che accomunano tutti i bambini ma che hanno significati molto diversi…

  • La presa di posizione

Quando il nostro bambino si impunta e rifiuta di fare qualcosa che fino a ieri davamo per acquisita, come ad esempio mangiare o vestirsi da solo, siamo di fronte ad una presa di posizione.

Questo comportamento, anche se a volte risulta difficile da gestire, è in realtà sano e normale perché indicativo del bisogno del nostro piccolo di mostrare di avere una personalità ed un carattere proprio.

L’espressione di un processo noto come separazione-individuazione.

Un buon esempio di questa fase, che si ripete anche in adolescenza, sono i Terrible Two… 

  • Il capriccio

Se ci troviamo di fronte ad una scenata per il mancato acquisto di un giocattolo oppure per un rifiuto di fronte alla richiesta di una merendina prima del pasto, stiamo probabilmente assistendo ad un capriccio!

La caratteristica principale di questa modalità di chiedere le cose riguarda la presenza di un oggetto del contendere… deve esserci cioè un qualcosa di specifico che il nostro bambino vuole ottenere.

Ovviamente è nostro compito disincentivare questa modalità e favorire l’acquisizione da parte del nostro piccolo di modi di chiedere più accettabili…

  • La provocazione

Nonostante la forte rabbia che suscita in noi genitori e la sensazione che nostro figlio ci faccia uscire dai gangheri di proposito, la causa più frequente che innesca la provocazione è una fragilità

Che sia per evitare i compiti oppure per far intervenire i genitori in una situazione uscita dal proprio controllo, la vera causa della provocazione sta appunto nell’insicurezza che il nostro bambino prova di fronte ad un qualcosa che non si sente in grado di affrontare.

Un insicurezza che non trova le parole per poter essere espressa e che quindi viene manifestata a livello comportamentale.

Una richiesta d’aiuto, quindi, che presuppone la presenza di un bisogno.

Da quanto abbiamo imparato possiamo facilmente capire come dietro un semplice e comune comportamento come una sceneggiata possa nascondersi un normale momento di differenziazione, una richiesta mal formulata oppure un vero e proprio bisogno.

Ma perché è così importante riuscire a riconoscere e decodificare quanto il nostro bambino ci sta comunicando?

Per una ragione molto semplice… la scelta che siamo chiamati a compiere rispetto all’intervento educativo.

Se infatti ci troviamo di fronte all’espressione di un bisogno e riconosciamo il messaggio del nostro bambino ci troveremo a mettere in atto un intervento molto diverso da quello che utilizzeremmo di fronte ad un capriccio!

Ricordiamo infatti che, come genitori, siamo chiamati a fornire limiti sicuri e stabili ai nostri bambini ma anche ad individuare e comprendere i loro bisogni.

In questo articolo ci siamo concentrati sulle differenze tra capriccio, provocazione e presa di posizione.

Soltanto comprendendo a fondo cosa muove il comportamento dei nostri bambini riusciremo a mettere in campo le strategie giuste per aiutarli a superare le difficoltà.

In bocca al lupo!

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Comments

2 risposte a “Quali differenze tra capriccio, provocazione e presa di posizione?”

  1. Avatar Rita
    Rita

    Grazie per questi aiuti… E se i bambini diventano uomini e continuano ad avere gli stessi atteggiamenti e le stesse prese di posizione?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Credo sia naturale avere desideri e provare frustrazione quando non si riesce ad ottenere ciò che si vuole così come volere che il proprio punto di vista prevalga, anche da adulti. Certo si suppone che un adulto, uomo o donna che sia, abbia altri mezzi per esprimersi e per contenere e gestire le proprie emozioni. Una delle fondamentali differenze tra bambini, adolescenti ed adulti è proprio questa, la capacità di costruire ed utilizzare strumenti più maturi per venire a patti con le proprie emozioni e per esprimerle in modo adeguato ed accettabile, senza prevaricare o fare violenza di alcun tipo. Ovviamente ogni persona fa storia a sé…

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