Il mio bambino è stato morso al Nido… che fare?

Cosa significa il morso del bambino al Nido? Come intervenire quando il bambino morde? Cosa fare se nostro figlio è stato morso a scuola? Scopriamolo insieme…

Il morso di un bambino nel contesto dell’asilo Nido è un argomento difficile che spiazza e può provocare reazioni diverse e a volte non adeguate.

Per comprendere meglio la situazione è forse utile partire dai vissuti e dalle possibili reazioni dei genitori dei bambini coinvolti.

In primo luogo ci sono le mamme ed i papà del piccolo che ha subito il morso…

Come si sentono? Quali sono le azioni che possono intraprendere? Quali i rischi?

Certamente quando andiamo a prendere il nostro bambino a scuola e ci viene riferito (o nel caso peggiore scopriamo…) che è stato morso ci sentiamo arrabbiati e frustrati.

Arrabbiati verso il bimbo che ha aggredito il nostro cucciolo, verso i genitori di questo bambino ed anche verso le educatrici che non hanno vigilato a dovere.

Chiariamo subito un concetto… questa rabbia è normale!

Ricordiamoci infatti che il nostro primo compito come genitori è quello di proteggere i nostri bambini…

Sparare sulla folla però non è utile a nessuno… Cerchiamo quindi di sostare sulla nostra rabbia e di compiere una piccola analisi sulla situazione.

Il primo oggetto delle nostre recriminazioni è sicuramente il piccolo “aggressore”, colpevole di aver fatto male al nostro bambino.

Se però riusciamo a lasciar sbollire le nostre emozioni ci rendiamo immediatamente conto che stiamo parlando di un bambino che ancora non ha compiuto 3 anni, che quindi non può essere accusato di aver fatto male in modo deliberato e che assolutamente non è responsabile delle proprie azioni.

Se riusciamo poi ad estendere la nostra analisi al contesto familiare, non dovremmo avere particolari difficoltà a renderci conto che non siamo in presenza nemmeno di una carenza educativa.

L’episodio può certamente essere ripreso dai genitori ma il bambino è ancora troppo piccolo per comprendere come la modalità da lui trovata per esprimere la propria frustrazione non sia adeguata.

Non si tratta quindi di genitori carenti da un punto di vista educativo ma semplicemente di un bambino che ancora utilizza una modalità “da piccolo” per manifestare le proprie emozioni…

Se, infine, riusciamo ad immedesimarci per un momento nelle educatrici della sezione del Nido (spesso in rapporto 1 a 8) possiamo tranquillamente affermare che il tempo di un morso è estremamente limitato e che quindi non è umanamente possibile prevenire e monitorare tutto.

L’unica maniera sarebbe quella di tenere nostro figlio sempre in braccio e protetto… ma allora perché iscriverlo al Nido?

Purtroppo non sempre un’analisi così profonda e serena è possibile… ecco che allora ci esponiamo ai rischi di una reazione eccessiva e forse fuori luogo.

Una prima reazione potrebbe infatti portarci a sgridare in prima persona il bimbo che ha aggredito il nostro, di fatto sostituendoci in modo improprio ai genitori legittimi.

Potremmo poi ritrovarci ad attaccare le educatrici, di fatto delegittimandole (magari di fronte ad altri bambini e genitori) rendendo così il loro lavoro ancora più complesso.

Potremmo infine arrivare a prendere in considerazione l’idea di spostare nostro figlio in un’altra struttura, agito non certo risolutivo (i bambini che mordo sono dappertutto!) e che potrebbe instillare nel nostro piccolo la paura dell’altro.

Qual’è poi l’altro lato della medaglia? Cosa succede ai genitori del bambino che ha morso? Come ci sentiremmo se l’aggressore fosse nostro figlio?

La prima reazione, naturale ma al contempo pericolosa, rimanda al senso di colpa ed al vissuto di inadeguatezza comune a molti genitori, argomento già approfondito in precedenti articoli.

Ma questo vissuto di poca efficacia è veramente utile? Dipende…

Se un’azione non adeguata da parte del nostro bambino attiva in noi la voglia di comprendere cosa si nasconde dietro l’atto e ci predispone a ragionare ed a costruire strategie educative volte a colmare un bisogno allora sì.

Purtroppo però, nella maggior parte dei casi, questo processo non si verifica e noi adulti ci troviamo intrappolati in una dinamica interna che può paralizzarci oppure portarci a compiere interventi educativi non adeguati.

Il primo rischio, quello della paralisi, è spesso sottovalutato… Di fronte ad un atto che ci mostra come genitori inadeguati far finta di niente, magari attaccando le altre famiglie che a nostro dire stanno esagerando, potrebbe essere l’unica soluzione difensiva che ci rimane.

Una soluzione certamente non utile…

Se poi andiamo a riflettere sul secondo rischio, quello di intraprendere interventi educativi “forti”, possiamo facilmente riconoscere come agire senza prima aver compreso e riflettuto possa rivelarsi più dannoso che utile.

Una punizione, una lunga sgridata, un ragionamento logico ed articolato risultano essere totalmente inutili in questo caso…

Perché? Beh, stiamo parlando di bambini di 2 anni!

Può un bambino così piccolo cogliere il collegamento logico tra un castigo che subisce ora e qualcosa successo ore fa? Può un bimbo di quell’età riflettere su quanto ha fatto e capire l’errore? E’ possibile per i nostri bimbi cogliere i nessi logici e “ragionare come fanno i grandi”?

Non credo proprio!

Sarebbe forse più utile, sia per i genitori dell’aggressore che dell’aggredito, cercare di comprendere il significato e la funzione del morso nei primi 3 anni di vita (argomento che affronteremo nel prossimo post), capire quali siano gli interventi possibili ed attivare tutte le risorse disponibili (altri genitori, educatrici…) per metterli in atto.

In questo articolo abbiamo provato ad analizzare le reazioni più comuni che noi genitori mostriamo quando il nostro bambino viene morso al Nido e ci siamo soffermati su alcuni possibili rischi che queste reazioni possono portare.

Ci siamo poi concentrati su come possono sentirsi ed a quali reazioni sono esposti i genitori del bimbo che ha dato il morso.

Nei prossimi post esploreremo insieme il significato del morso e le possibili strategia educative che possiamo mettere in campo.

In bocca al lupo!

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Comments

31 risposte a “Il mio bambino è stato morso al Nido… che fare?”

  1. Avatar Laura
    Laura

    Mio figlio di 14 mesi è stato morso dallo stesso bambino ieri ed oggi. Capisco una volta ma due volte in due giorni consecutivi… Forse il bambino che morde andrebbe tenuto sott’occhio di più rispetto agli altri. E poi … Lunedì come andrà? …. Mio figlio torna a casa con un’altra morso….. A un certo punto che posso fare se non rimproverare le maestre??? Mi faccio andar bene che ogni giorno il mio bimbo torni a casa con un morso… ??? Personalmente a me non sta bene che si faccia male a mio figlio!

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Certo quando il nostro bambino viene morso è spiacevole e fonte di rabbia e preoccupazione. Il mio consiglio è di parlare con le educatrici in modo che possano vigilare con un’attenzione maggiormente focalizzata la situazione del suo bambino e del compagno che morde. Tenga però presente che la fase del morso è normale e comune e che dobbiamo stare attenti a non trasformare il bimbo che morde in un bimbo “pericoloso”. Le educatrici si trovano inoltre a gestire un contesto in cui non possono controllare tutto. Una volta è un episodio, due consecutive meritano una segnalazione, cercando però collaborazione e non conflitto. Con ogni probabilità un monitoraggio mirato contribuirà in modo sensibile a risolvere il problema…

  2. Avatar Bianca
    Bianca

    Mia figlia di 5 mesi è stata morsa da un bimbo del nido. Mi chiedo, dato che la mia bimba non può difendersi da sola e dato che gli altri bimbi invece sono in fase “da morso” non dovrebbero stare particolarmente attente le educatrici?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buonasera,
      certamente sarebbe utile parlare del morso alle educatrici in modo che possano prestare particolare attenzione alla sua bambina che tra l’altro è molto piccola.
      Mi sembra però utile sottolineare come in alcuni casi il morso si verifichi in pochi secondi, senza che le educatrici, per quanto attente, abbiano la possibilità di intervenire.
      Data inoltre l’età dei bambini al nido non è possibile pensare ad un intervento preventivo o educativo se non isolando, per proteggerla, la sua piccola dagli altri. Un simile intervento mi sembra però penalizzante e certamente non utile a sua figlia.
      Diverso è il discorso se il morso è ripetuto, magari ad opera dello stesso bambino… In questo caso l’educatrice può intervenire in modo preventivo monitorando dinamiche e vicinanze “pericolose”.

  3. Avatar RA
    RA

    Mia figlia di poco più di due anni è stata morsa in faccia da un bambino della sua stessa età al nido. Il segno del morso, estremamente evidente sulla guancia, è ancora visibile oggi dopo 5 giorni. Io sono consapevole che la fase del morso è estremamente comune nei bambini, ma un morso sulla guancia che lascia segni per diversi giorni mi lascia davvero basita specialmente perchè dai genitori dell’altro bambino (che immagino siano stati informati dalle maestre sulla ferocia del gesto) pur avendoci incontrati al nido, non ci è arrivata manco mezza scusa. Sono cose che capitano si, ma quando troppo è troppo?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno Raffaella,
      certo un morso sulla guancia è molto impressionante ed attiva preoccupazioni e rabbia particolarmente forti…
      Sono d’accordo con lei sulla poca delicatezza mostrata dalla famiglia del bambino che ha morso anche se mi viene il sospetto che i genitori dell’altro piccolo possano sentirsi mortificati ed in colpa, sentimenti che certo non aiutano a chiedere scusa.
      Mi permetto di soffermarmi sulla sua definizione del gesto del bambino… non parlerei tanto di ferocia quanto di aggressività sana che trova una via disfunzionale per essere espressa. Mi scuso per la precisazione ma il rischio è quello di arrivare involontariamente ad etichettare l’altro bambino come “cattivo e violento”, cosa pericolosa a 2 anni.
      Questo ovviamente non va a sminuire la negatività del gesto e non rende meno legittima la sua reazione protettiva nei confronti della sua bambina.
      Immagino ne abbia parlato con le educatrici… se l’episodio dovesse ripetersi potete provare a cercare un confronto anche con i genitori del bimbo che morde, meglio se mediato dalla scuola. Nonostante la legittima arrabbiatura e preoccupazione cerchi di tenere a mente che l’obiettivo è quello di aiutare questo bambino ad esprimere le sue emozioni (l’aggressività nel caso specifico…) in un modo più accettabile e meno dannoso. Questo è l’unico modo per impedire che episodi simili possano ripetersi.

  4. Avatar Ra
    Ra

    Grazie per la sua (velocissima) risposta. Da “non addetta ai lavori” ho parlato di ferocia, perchè mi sono sempre aspettata che un morso potesse essere su un braccio, o su una mano piuttosto che in pieno viso. Nella mia mente da adulto, questo richiede un certo impegno, una certa determinazione e una certa vicinanza all’altro che, insieme all’entità della ferita, non ho saputo descrivere in altre parole. La ringrazio quindi della precisazione. Effettivamente la mia costernazione è più nei confronti dei genitori che del bambino, che certo non ha ancora i mezzi per esprimere i propri sentimenti a parole ma che ha evidentemente bisogno di essere “indirizzato” verso un altro modo di comunicare e che deve capire che mordere fa male. Questo dovrebbe essere compito dei genitori e se loro in prima battuta non si sono resi conto che mia figlia si è fatta davvero male e che un piccolo “scusa, purtroppo i bambini sono imprevedibili” sarebbe stato apprezzato, allora rimango ancora più perplessa.Sono stata felice di notare come tra i due bimbi non ci sia assolutamente nessun astio e sono felice che mia figlia continui a giocare con lui…tuttavia chiederò alle insegnanti se gli altri genitori sono stati effettivamente informati. Non ho intenzione di andare a parlare con loro dell’accaduto, ma voglio essere sicura che se fosse mia figlia a mordere così qualcuno, verrei informata.
    La ringrazio molto.

  5. Avatar Valentina Viterbi
    Valentina Viterbi

    Salve mio figlio di 19 mesi è stato morso al nido sul braccio. ho subito pensato alle difficoltà delle maestre e mostrato comprensione verso il bambino che ha morso, ma più che altro mi chiedo come gestire la cosa con mio figlio cioè se parlarne e in che termini, perché lui mi indica il braccio con una smorfia triste e vorrei capire se c’è un risvolto psicologico da considerare. Grazie

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, è giusto accogliere e provare a dare significato a quanto subito dal nostro bambino evitando però di colpevolizzare l’altro… Tenga contro che a 19 mesi la possibilità di comprendere a livello razionale (in senso adulto) e di trovare significato rispetto a quanto accaduto è ancora in via di sviluppo quindi con ogni probabilità il suo piccolo cerca di essere consolato più che di capire cosa è successo o perché. A mio avviso cercherei quindi di concentrarmi sul fatto che sta guarendo e presto tutto passerà senza aggiungere troppi significati che noi adulti certamente riconosciamo ma cui lui ancora non può accedere. Rispetto ai possibili risvolti psicologici se si tratta di un episodio unico è difficile possa lasciare strascichi, l’importante è accogliere le emozioni del bambino (ti sei spaventato, ti ha fatto male, ti ha fatto arrabbiare…) stimolando risposte sane quali “se succede dillo alla maestra” piuttosto che comportamenti di allarme o di evitamento rispetto all’altro (non stargli vicino/ non giocare con lui…). Spero di esserle stato utile…

      1. Avatar Valentina Viterbi
        Valentina Viterbi

        Grazie mille è stato chiarissimo

  6. Avatar Valentina
    Valentina

    Salve mio figlio di 19 mesi dopo aver ricevuto un morso da un compagno al nido ha iniziato a dare morsi anche a casa a me o anche ad oggetti, specie quando si innervosisce, qualche volta anche a se stesso sulle manine. Come posso gestire questa cosa? Grazie

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, la dinamica che riporta in realtà è piuttosto comune anche se di non facile gestione. In genere scompare da sola nel giro di qualche mese comunque per disincentivare i morsi sarebbe opportuno fermare il bambino quando morde (no/non si fa/così mi fai male/questo gioco non mi piace…) e se lo riteniamo utile riprendere ad utilizzare i giochi da mordere che usavamo quando metteva i dentini in modo da spostare il morso in un’attività non pericolosa e tutto sommato accettabile (se hai voglia di mordere usa questo…). Da evitare invece sono i giochi che ricordano il morso e che a volte noi genitori mettiamo in scena come ad esempio rincorrere il bambino dicendogli “ti mangio”. Un’altra modalità che sarebbe meglio non mettere in campo è quella di sottolineare il morso con un eccesso di verbalizzazioni; togliamo importanza al gesto evitando di evidenziarlo troppo e di utilizzare in modo eccessivo dei discorsi che a 19 mesi farebbero comunque poca presa. Provi a mettere in campo questi accorgimenti e con ogni probabilità nel giro di poco tempo la dinamica del morso tenderà a scomparire…

  7. Avatar Valentina
    Valentina

    Grazie mille ☺️

  8. Avatar Renata
    Renata

    Mio figlio (4 anni in scuola materna) da tempo riceve un “certo tipo di violenza” da parte di un maschio stessa età. Due volte morsicate (una nel braccio l’altra sul fianco) oltre che una “forchettata” alla schiena. I genitori minimizzano (ovviamente) e danno la colpa al covid (?) La direttrice della scuola anche lei minimizza sostenendo che le maestre/educatrici non possono fare di più; ..che sono bambini, ecc.
    La situazione si fa pesante poichè, pare, che questo bimbo abbia preso di mira mio figlio con: spinte, pugni, morsicate e, appunto, una forchettata, ecc. Da tempo la situazione rimane in stallo ma, con le buone maniere, la tolleranza e la comprensione (da parte mia) Nulla è cambiato. Potrei avere qualche consiglio un tantino più efficace e, magari, risolutivo? Grazie

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, la situazione che mi descrive sembra molto pesante e capisco il suo bisogno di trovare una risposta definitiva e chiara…
      Purtroppo temo che una simile risposta sarebbe semplicistica e non efficace.
      Il primo aspetto da considerare è che il bambino picchiatore, per quanto compia gesti ingiusti nei confronti del suo piccolo, non è certamente un mostro quanto piuttosto un bambino in difficoltà.
      Nel parlare con il suo piccolo le suggerirei quindi di dare questo tipo di spiegazione in modo da non attivare timori persecutori che certo non lo aiuterebbero a vivere meglio la scuola materna. Potrebbe ad esempio dirgli che X non ce l’ha con lui e non vuole fargli male ma che in questo periodo è molto agitato e fa fatica a gestire i suoi comportamenti, se X gioca male o fa qualcosa che non va lui può difendersi chiedendo aiuto o se non c’è nessuno allontanandosi ed andando giocare con altri.
      Rispetto a possibili interventi a scuola, l’unico ambito in cui bisogna davvero fare qualcosa perché gli episodi accadono lì, le suggerisco di tornare a parlare con le educatrici informandole e se serve sottolineando che il suo bambino a casa si lamenta ed è preoccupato. Sarebbe opportuno un maggiore monitoraggio (in genere i bimbi “fisici” sono ben noti alle educatrici), magari non metterli vicino al momento del pranzo, favorire attività insieme solo con supervisione di un adulto e magari proporre attività specifiche di regolazione corporea (momenti di respiro, dosare la forza con la palla, percorsi psicomotori…) in modo da aiutare X a trovare maggiore consapevolezza e favorire l’inserimento con gli altri bambini.
      E’ molto importante, per quanto a volte difficile, cercare di mantenere con le educatrici un clima di collaborazione… non è colpa di nessuno se accadono questi episodi ma insieme possiamo risolvere la situazione.
      Infine due parole sul confronto con i genitori di X… anche in questo caso è importante partire dal presupposto che non si tratta di un bambino cattivo e che non stiamo accusando nessuno ma dobbiamo cercare insieme anche alle educatrici un modo per modificare questa situazione.
      Spero di esserle stato d’aiuto…

  9. Avatar Vale
    Vale

    Buonasera, mio figlio, 12 mesi, il più piccolo della sezione, questa settimana è stato morso ogni giorno tranne ieri, quindi 4 su 5. Io capisco tutto, i bimbi lo fanno, non possono isolarli, il gesto è veloce e non sempre riescono a fare in tempo, ma 4 su 5 no cavolo… in queste sere oltre a essere isterico lui sono di pessimo umore io e con voglia di non mandarlo più… Se le educatrici non stanno addosso ai “morsicatori” dopo due giorni di fila che stiano addosso al mio bimbo piuttosto (che fra l’altro gli fa anche piacere perché appena la maestra si allontana si lamenta). Sono veramente demoralizzata e mi sento in colpa nei suoi confronti a riportarlo.

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, mi rendo conto delle difficoltà e della frustrazione dovuta non solo al problema del morso ma anche alla frequenza. Come certamente già saprà purtroppo la dinamica del morso è molto comune ed essendo i bambini così piccoli ci sono poche possibilità di intervento… normalmente il problema tende a risolversi da solo. Si potrebbe comunque pensare di chiedere un incontro con le educatrici e sensibilizzarle sulla possibilità di osservare quali sono le situazioni in cui il morso si verifica con maggiore frequenza (dove siamo, cosa stanno facendo i bambini, è un momento strutturato o di gioco libero, avviene solo con alcuni bambini…) in modo da disinnescarle o prevenire con maggiore efficacia. In genere questo genere di incidenti si presenta in caso di conflitti sullo stesso gioco o sull’attenzione individuale delle maestre, quindi si potrebbe monitorare con maggiore attenzione questi momenti per poter intervenire in modo repentino. Rispetto al suo senso di colpa posso capire come mandare il proprio bambino in un luogo in cui torna a casa “segnato” possa farci sentire male… tenga però contro che queste dinamiche possono presentarsi ovunque (ad esempio al parco…) e che chiudere i nostri bimbi in una campana di vetro non è una soluzione. A mio avviso è invece utile aiutarlo a verbalizzare come si sente (per quanto possibile vista l’età…) senza drammatizzare e ricordarci che è solo un periodo e che passerà. Spero di esserle stato d’aiuto…

      1. Avatar Michele
        Michele

        La nostra bimba di 15 mesi viene morsa sistematicamente ogni due giorni (credo dalla stessa bambina) prima all’interno coscia, dove ora ha una cicatrice, poi sul viso, sul braccio e sulla schiena, 3 giorni fa altri 3 morsi sempre sulla schiena con fuoruscirà di sangue, oggi nuovamente al fianco. Abbiamo segnalato alle educatrici (al nido ci sono circa 10/12 bambini) e alla responsabile della struttura. Le risposte di sempre sono staremo più attenti e sono bambini, può capitare… Come tutti i genitori affidiamo loro il bene più prezioso che abbiamo, vorremo che quando andiamo a riprenderli siano intatti ( può capitare che si sbucci un ginocchio o un bernoccolo ok) però ora la bambina è cambiata, noi al lavoro siamo sempre in ansia… come dovremmo comportarci????

        1. Avatar Luca Astori
          Luca Astori

          Buongiorno, capisco la vostra preoccupazione ed anche la frustrazione per una situazione così difficile. L’unica via possibile è quella di parlare nuovamente con le educatrici, magari suggerendo di monitorare con attenzione quali sono le situazioni in cui i morsi si presentano con maggiore frequenza e quali sono i comportamenti attivanti in modo da intervenire con la massima repentinità (ricordiamo che il morso dura un attimo e non sempre si fa in tempo…) e quindi provare a disinnescare la dinamica prima che avvenga (se so quando succede posso prevenire magari organizzando attività diverse o strutturando l’ambiente in modo da evitare che certi comportamenti abbiano luogo). Non credo serva ripetere che il bambino che morde non è cattivo ma sta solo attraversando una fase evolutiva piuttosto comune…
          Se riusciamo ad instaurare con le educatrici un rapporto di collaborazione magari potremmo anche suggerire di parlare con i genitori del “morditore” sragionando con loro sulla necessità di evitare a casa attività che richiamino questa dinamica (ti mangio, ti mordo…) e magari stimolando l’utilizzo di appositi giochi per spostare il gesto da una manifestazione di frustrazione ad una valvola di sfogo innocua.

  10. Avatar Emanuela
    Emanuela

    Buongiorno, oggi mio figlio di 2 anni è stato morso ad una mano ed ha una ferita molto evidente e mano gonfia. Le maestre si sono scusate e mi hanno detto essere opera di una Morsificatrice seriale che praticamente sta mordendo tutti, che sta attraversando una fase e che i genitori ne sono a conoscenza. Ma a questo punto non sarebbe utile “isolare” questa bimba o tenerla a casa visto che è un pericolo per gli altri e le maestre non riescono a monitorarla al punto da prevenire il morso? Gli altri bimbi devono tutti sottostare alla sua fase? Non lo trovo giusto

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, per quanto capisca molto bene la sua frustrazione e preoccupazione (da genitore ci sono passato anch’io…) isolare la bambina che morde non è una soluzione utile né praticabile. Tenga presente che la bambina in questione non è cattiva ma sta solo attraversando una fase, paragonabile a quella comune a tanti bambini del lancio dei giochi. Certamente le educatrici lavoreranno per prevenire ulteriori incidenti e consiglieranno al meglio i genitori della piccola per disincentivare questa modalità di espressione delle proprie emozioni. Isolarla avrebbe invece l’effetto di accrescere l’irrequietezza e quindi di accentuare i comportamenti problematici. Proviamo poi per un momento ad indossare i panni dei genitori di questa bambina… come ci sentiremmo se ci dicessero che nostra figlia è pericolosa e che quindi va tenuta a casa o peggio allontanata dai suoi compagni? Questo ci aiuterebbe a fronteggiare serenamente il problema?

  11. Avatar Sara
    Sara

    Buongiorno,
    Mio figlio ha 13 mesi, nel corso della settimana è stato morso 2 volte. La cosa sconcertante però che al posto di essere mortificate, le educatrici subito rispondono che se lo merita visto i dispetti che fa. Sono dubbiosa sui dispetti visto che è il secondo bambino e che sta tanto con i suoi coetanei con me e con bambini più piccoli e solitamente è coccoloso, e il più delle volte piange anche solo se un bambino lo sfiora.
    E comunque non è che se io faccio dei dispetti allora gli altri bambini devo massacrarmi. Cosa posso fare?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buonasera,
      non credo esista una condotta portata da un bambino di 13 mesi che possa “meritare” un morso in risposta. Spero sinceramente che nella concitazione del momento lei e l’educatrice non vi siate capite… la inviterei quindi a chiedere un ulteriore colloquio non tanto per cercare un colpevole, come sappiamo la dinamica del morso fa parte dei comportamenti “normali” a quell’età, quanto piuttosto per monitorare sia il bambino che morde sia il suo piccolo che magari può mettere in atto condotte che possono innescare la dinamica del morso. Entrambi i comportamenti non vanno giudicati ma osservati dall’educatrice per capire quando intervenire e trovare quindi il modo, almeno nella maggior parte dei casi (sempre non è possibile…), di disincentivarli. Il tutto ribadisco senza creare colpevoli…

  12. Avatar Alice
    Alice

    Buonasera, mio figlio ha un anno appena compiuto, ha iniziato il nido da un mesetto ed è già stato morso ben 2 volte (una sul braccio e una sulla schiena da due bimbi differenti). Mi domando se possa essere un caso che venga morso 2 volte in un mese o forse c’è mancanza di controllo da parte delle insegnanti. Posso capire 2 volte a distanza di tempo ma nel giro del primo mese di nido mi sembra eccessivo. Grazie

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno,
      mi rendo conto che due morsi in un mese sono tanti e che la situazione possa procurarle preoccupazione e la faccia anche arrabbiare.
      Purtroppo però la dinamica del morso, specialmente in bambini così piccoli, è molto comune ed avviene attraverso dinamiche così veloci che spesso le educatrici se ne accorgono solo ad incidente già avvenuto, dal pianto del bambino.
      Questo accade non tanto per disattenzione quanto piuttosto perché i bambini sono molti e non è possibile, e a volte neanche desiderabile, che l’educatrice stia attaccata sempre a tutti.
      A mio parere potrebbe chiedere un confronto con il personale educativo per segnalare l’eccessiva frequenza di questi episodi e chiedere una maggior tutela del suo bambino, cercando però di mantenere un atteggiamento fermo ma non accusatorio. La collaborazione, magari anche con i genitori dei bambini che mordono (che ricordiamolo non sono certo cattivi ma stanno solo attraversando una fase…) è fondamentale per fronteggiare il problema.
      Spero di esserle stato d’aiuto…

  13. Avatar Denisa
    Denisa

    Buongiorno, il nostro piccolo di 1 anno e 2 mesi è stato morso in 3 settimane 5 volte,la quinta volta in viso con un segno molto profondo. Io avevo parato con le maestre già dal 3 morso di evitare un po’ sta cosa perché lui aveva avuto anche dei punti per una caduta e lo ritenevamo un po’ più fragile. Le maestre ci hanno risposto che succede veloce, che loro non possono garantire che non verrà morso ancora e che se non mi sento sicura di tenerlo a casa (ovvio pagando la retta) a questo punto abbiamo deciso di spostarlo però ci viene chiesto un periodo di preavviso di 30 giorni. Io in questi 30 giorni non riesco a stare tranquilla, un caso del genere non dà il diritto di retrocedere senza avvio?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno,
      capisco la situazione in cui si trova e ritengo poco condivisibile il messaggio del personale educativo secondo il quale non esistono soluzioni se non tenere a casa il bambino. Spero sia stato un malinteso reciproco, un atteggiamento così espulsivo mi sembra molto lontano dalla flessibilità necessaria a trovare soluzioni.
      Per quanto riguarda la sua richiesta, se ci sono cioè gli estremi per un a recessione del contratto con la scuola, purtroppo non è il mio campo e non posso esserle utile…

  14. Avatar Lisa
    Lisa

    Buon pomeriggio, la mia bimba di 14 mesi, nel giro di 9 giorni è stata morsa prima sulla fronte, poi sulla guancia, morsicata che ha lasciato un bel segno per 4 giorni e fatto gonfiare l’occhio.
    Io e mio marito abbiamo scritto al nido, (perché il fatto è successo di venerdì e la bimba è stata presa dalla nonna) dicendo che visto che si tratta della seconda volta che accade di prestare maggiore attenzione alla situazione.
    Quando abbiamo riportato la bimba al nido, la coordinatrice ci ha detto che è rimasta male che abbiamo scritto, che loro sono attente e che se non vogliamo esporre nostra figlia al rischio di farsi male, non la dobbiamo più portare.
    Verrà fatto un incontro con l’educatrice di riferimento di mia figlia ma che comunque loro non possono impedire che accada di nuovo.
    Io capisco tutto, ma è possibile che ci debba rimettere mia figlia, e farla rinunciare al nido, dove lei per altro va volentieri, perché gli adulti non sanno gestire la situazione? È normale la risposta che abbiamo ricevuto?

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, purtroppo come già emerso in diversi altri commenti la dinamica del morso è frequente e poco “prevedibile” da parte del personale educativo.
      Detto questo non condivido la risposta che vi è stata data, soprattutto la parte relativa al voler o non voler esporre a dei rischi la vostra bambina, perché uno dei compiti fondamentali di ogni tipologia di scuola (dal nido alle superiori…) è quello di garantire l’incolumità e la sicurezza di chi la frequenta.
      Il mio suggerimento è quello di cercare di instaurare un clima ed un dialogo costruttivo con la scuola (in modo ovviamente reciproco) pertanto sarebbe forse utile fissare un colloquio per chiarire quello che sicuramente è stato un equivoco.
      Non trovo nulla di improprio nel preoccuparsi per uno o più morsi né nel chiedere maggiore attenzione… sapendo ovviamente che non sempre è possibile prevenire ogni infortunio!

  15. Avatar Jey
    Jey

    Buongiorno, il mio bambino di 3 anni che ancora non ha un linguaggio espressivo compiuto ma non ha mai avuto comportamenti problema ha morso a scuola per 2 volte un bimbo e gli ha lanciato un oggetto quando passava ferendolo al labbro. Il bimbo è certificato e non parla. Le maestre mi riferiscono che non c è stata una causa apparente prima ma che lo ha preso di mira probabilmente. Cosa è potuto succedere secondo lei e come è possibile risolvere questo “problema” e fare rientrare questo comportamento? Grazie

    1. Avatar Luca Astori
      Luca Astori

      Buongiorno, mi è purtroppo difficile capire cosa può aver scatenato queste reazioni senza conoscere il suo bambino…
      Molto probabilmente tra i due è successo qualche episodio non visto dalle educatrici (che ricordiamolo non possono sempre accorgersi di tutto…) e quello che lei descrive è solo la parte conclusiva di una dinamica più ampia.
      Come possibile intervento, oltre ad un monitoraggio da parte delle insegnanti, le suggerirei di disincentivare questi comportamenti anche nel gioco a casa non tanto riprendendo l’episodio accaduto a scuola (cosa difficile vista l’età) quanto piuttosto intervenendo quando il piccolo mostra reazioni più marcate dell’abituale a casa o al parco, stando attenti a non passare il messaggio che arrabbiarsi è sbagliato quanto piuttosto che certi comportamenti possono far male agli altri.
      Tenga inoltre presente che, almeno da quanto descritto nel suo commento, si tratta di un episodio sporadico se non unico e quindi non è affatto detto che la cosa si ripeta e quindi sia necessario intervenire.
      Il suo bambino non è né aggressivo né tanto meno violento, era probabilmente solo arrabbiato e deve essere guidato per imparare ad esprimere meglio questa emozione…

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